Archivio mensile per gennaio, 2009

Barzellette sui matematici

Problema: Una madre è 21 anni più vecchia di suo figlio. Tra sei anni il figlio avrà un quinto dell’età della madre. Domanda: dove si trova il padre?

Svolgimento: Se x è l’età attuale del figlio, quella della madre è 21 + x. Tra sei anni si avrà dunque:
5(x + 6) = (21 + x) + 6
da cui si ricava:
5x + 30 = x + 27
4x = -3
x = -3/4

Il figlio ha pertanto -3/4 di anno, cioè -9 mesi. Conclusione: il padre si trova sulla madre.

Copiata da .mau., che a sua volta l’ha copiata da qualcun’altro…
Barzellette sui matematici.

Piccole piume.

Molto spesso mi sento dire dalle persone che assistono ai miei spettacoli: “Philippe, il talento che lei ha è fantastico. È nato con questo talento?” No, non sono nato così. Ma ho lottato e ho imparato. “Si” ribattono, “ma se si vuole diventare il più grande violinista del mondo si deve iniziare a tre anni”.

No, non ci credo. Non credo nell’età. Ho cinquantasette anni, ma mi sento molto giovane; vedo degli adolescenti che sono già morti dentro, mentre ci sono alcuni novantenni ancora giovanissimi.

È stupido credere nell’età. Non c’è bisogno di iniziare a tre o quattro anni. Persino alla mia età potreste svegliarvi una mattina e decidere di voler essere il più grande violinista del mondo. Nel mondo musicale probabilmente vi direbbero che è un’assurdità, ma che cosa fa di un uomo il più grande violinista – o scrittore, o giocoliere – del mondo? Il più grande essere umano nell’arte della vita? Bisogna prendere tutto il proprio essere – e qui sto mescolando di nuovo corpo e mente – e buttarsi nella missione di osare qualcosa.

Facciamo un esempio pratico, quello del violinista. Se a cinquantasette anni vado nella mia cantina, fredda e illuminata solo da una lampadina da quaranta watt, inizio a esercitarmi con il violino e mi piace così tanto da farmi dimenticare del tempo che passa, del bisogno di mangiare, del freddo, della mancanza di luce e delle mie dita che sanguinano, dopo cinque, dieci, vent’anni, una vita, divento il più grande violinista del mondo. Non è questo che ci insegnano a scuola, perché è più facile dire che musicisti si nasce. Ma vi assicuro, perché è la storia della mia vita, che chiunque può guardare qualcosa di incredibile e sognarlo. E, se davvero si vuole volare, allora si vedranno spuntare delle piccole piume.

Philippe Petit, Credere nel vuoto

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HALP IS HERE.

HALP IS HERE - WetRiffs.com

HALP IS HERE

(clicka sull’immagine, orsù.)

Legge della prossimità felina.

xkcd - A Webcomic - Cat Proximity

“La vicinanza di una persona a un gatto è inversamente proporzionale alla sua intelligenza, e direttamente proprzionale all’idiozia delle sue esclamazioni.”

Fonte: xkcd – A Webcomic – Cat Proximity.

Nietzsche e il salvatore.

“Perche’ io creda nel vostro salvatore, voi dovreste soprattutto avere la faccia da salvati.”
– Friedrich Nietzsche

“Better songs would they have to sing, for me to believe in their Saviour: more like saved ones would his disciples have to appear unto me!”
– Friedrich Nietzsche

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Il passeggero

Quando anni fa imparai
a guidare la macchina, il mio istruttore mi imponeva
di fumare un sigaro; e se
nel groviglio del traffico o in curve strette
si spegneva, lui mi spingeva via dalla guida. Durante
la corsa raccontava anche barzellette e se io,
troppo intento alla guida, non ridevo, mi strappava
il volante di mano. Mi sento insicuro, diceva.
Io, passeggero, mi spavento se vedo
che il guidatore dell’auto è troppo intento
alla guida.

Da allora quando lavoro
mi guardo bene dallo sprofondarmi troppo in quello che faccio.
Mi impongo più d’una volta di guardarmi in giro,
talora interrompo il lavoro per conversare con qualcuno.
Mi sono disabituato ad andare così forte
da non poter fumare. Penso
al passeggero.

Da “Poesie” di Bertolt Brecht

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Falsarius Chef

Scatolette e surgelati
ecco la cucina “impostora”

Il libro di “Falsarius Chef”

Ingredienti: un barattolo di fagioli bianchi, due lattine di calamari in salsa americana, un barattolo piccolo di cipolla fritta, aglio, olio peperoncino e sale. Per il procedimento basta unire gli ingredienti in padella e poi ecco servito un ottimo spezzatino di mare alla moda di Obama. A consigliarlo è Falsarius Chef, l’anticuoco spagnolo che con una buona dose di ironia, molti surgelati, una selezione pregiata di alimenti in scatola e altri in polvere, sta rivoluzionando la cucina iberica.

Naso e occhiali finti, cappello e grembiule neri, baffi e bandana rossa legata al collo: che sia un cuoco sui generis lo si capisce al primo sguardo. Il segreto di Falsarius Chef si chiama “cocina impostora”, una cucina che strizza l’occhio ai ricettari classici, agli alimenti ricercati e agli ingredienti naturali e senza alcuna pretesa di esclusività, mostra ad un nutrito pubblico di estimatori come si possa mangiare bene anche solo usando un apriscatole.

E il successo è garantito. Oltre ad essere collaboratore de El Pais, ospite di trasmissioni radiofoniche e televisive, seguitissimo blogger, Falsarius Chef è anche autore del bestseller Cucina per impostori, ovvero come sembrare un grande chef senza avere nessuna nozione di cucina. Recentemente è tornato nella classifica dei libri più venduti in Spagna con la seconda puntata della serie dal titolo Falsarius in salsa, che il cuoco definisce “una selezione di ricette per lasciare senza parole tutti quei noiosi, petulanti e pretenziosi che credono che la cucina sia un affare per pochi eletti”.

A spiegare meglio la sua filosofia ci pensa lo stesso Falsarius, che a Repubblica.it spiega: “Cucinare bene e con buoni risultati è facile, ingannare i commensali è un piacere. Mangiare bene, tanto e spendere poco è possibile: basta utilizzare lattine, barattoli di conserva e surgelati che chiunque può trovare al supermercato, maneggiarli con astuzia e con un paio di trucchi e ottenere così dei piatti che sembrano elaboratissimi – sia nel tempo di preparazione che nel denaro investito – e che invece sono tutto il contrario”.

Qualche esempio? Eccovi serviti. C’è il Rin Ran Falsarius Style, patate precotte, peperoni sott’olio, tonno in scatola, olive, un uovo e condimento da cuocere in padella e adagiare su fette di pane tostato; il Foie al tempo della crisi, un medaglione di mousse di anatra in scatola – non foie gras – un barattolo di salsa di mirtillo, un bicchiere di vino e cipolla e infine il Dolce per falsi grassi, il preparato per un tortino allo yogurt, biscotti e marmellata di fragole. Un intero pasto realizzato senza alcun tipo di alimento fresco, che difficilmente farà sfigurare lo chef di turno.

Buona parte del successo ottenuto, Falsarius lo deve agli originali nomi che trova per le sue ricette e alle ancor più fantasiose spiegazioni che introducono ogni piatto. Il riso “arrisottato” alla Berlusconi, per esempio, si chiama così perché “quando si parla di risotti – spiega il cuoco – ci sono molti talebani puristi pronti a saltarti alla gola se non usi il parmigiano o se il riso non è di alta qualità. Evidentemente davanti al risotto alcuni fanno emergere la parte più prepotente di loro. Come veri Berlusconi. Ti invitano a cena per farti provare il loro risotto e poi ti trattano come fa il politico italiano con gli immigrati romeni”.

All’Italia però Falsarius guarda non solo in tono ironico e per le sue ricette spesso attinge proprio dalla nostra tradizione culinaria. Uno dei piatti più celebri è la Lasagna di aragosta fantasma, da preparare con una lattina di crema di aragosta, o i vari risotti che spesso realizza con il preparato di riso per microonde. “Capisco che queste ricette possono suonare come un’eresia per i tanti puristi della cucina italiana ma credo che il mio metodo potrebbe trovare molti consensi in Italia. Anche voi, come gli spagnoli, avete una vera devozione per gli amici, la famiglia e i partner e a tutti fa piacere fare la figura del grande chef davanti ai proprio cari”.

Oltre alla popolarità raggiunta in Spagna – ad un anno dalla pubblicazione il primo libro continua ad essere un successo e il secondo sta scalando le classifiche – il cuoco iberico è stato selezionato dall’Onu, grazie alla praticità dei suoi piatti in scatola, per prendere parte al progetto umanitario “Chef contro la fame”. In Italia la sua “cucina impostora” attende di essere divulgata. Chissà come la prenderanno i nostri agguerriti gourmet…

Fonte: Scatolette e surgelati ecco la cucina “impostora” – Persone – Repubblica.it

Back in action.

Riapro il blog per l’ennesima volta.

Questa volta, mi son detto, tento di dargli un’utilità.

Siccome che sono smemorato, e che spesso gironzolando per il web trovo cose interessanti che mi vorrei ricordare, ho deciso di farmi un ripostiglio online.

Si, lo so che Firefox ha i bookmark. Si, lo so che esistono siti di social bookmarking.

Nun me rompete, ok?

Fab.